Superata la soglia dei cinque milioni di lavoratori interessati dai premi di produttività in Italia. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aggiornato al 15 ottobre 2026, che fotografa una crescita degli accordi contrattuali e un ruolo sempre più rilevante delle misure di welfare aziendale.
I dati evidenziano 18.951 contratti depositati e attivi, oltre mille in più rispetto alla rilevazione di settembre, quando gli accordi erano 17.936. Parallelamente, il numero dei lavoratori beneficiari dei premi è passato da 4.827.721 a 5.015.819, con un incremento di oltre 188mila persone in un solo mese.
Si tratta di numeri che confermano l’importanza della contrattazione collettiva nel collegare una parte della retribuzione ai risultati conseguiti dalle imprese e nel promuovere strumenti capaci di migliorare le condizioni economiche dei lavoratori.
Particolarmente significativo è il dato relativo al welfare aziendale. Gli accordi che prevedono misure di welfare sono saliti a 12.549, registrando una crescita del 7,7% rispetto al 2025 e superando, per numero di contratti, quelli orientati al raggiungimento di obiettivi di redditività, pari a 12.131.
Il welfare aziendale può comprendere prestazioni e servizi che contribuiscono al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie, secondo le modalità previste dagli accordi e dalla normativa applicabile. Tra gli strumenti che possono essere contemplati rientrano, a seconda dei casi, servizi di assistenza, sostegno alla famiglia, previdenza complementare e altre prestazioni di utilità sociale.
La diffusione di queste misure rappresenta un elemento importante nel dibattito sulla qualità del lavoro, soprattutto in una fase in cui il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità di conciliare vita professionale e responsabilità personali rimangono questioni centrali.
Il monitoraggio ministeriale indica un premio medio annuo di 1.757,97 euro. Il dato è inferiore di 41,29 euro rispetto alla rilevazione di settembre, ma rimane superiore a quello registrato nel dicembre 2025.
È importante precisare che si tratta di un valore medio: l’importo effettivamente riconosciuto a ciascun dipendente dipende dalle condizioni stabilite nel contratto applicabile e dal raggiungimento degli obiettivi previsti. Non tutti i lavoratori ricevono quindi necessariamente la stessa cifra.
Gli obiettivi di produttività continuano a rappresentare la componente più diffusa, con 15.609 contratti che li contemplano. Crescono anche gli accordi legati alla qualità, presenti in 10.026 contratti, con un incremento del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono invece 1.822 gli accordi che prevedono un piano di partecipazione.
Questi strumenti consentono di definire criteri di riconoscimento economico collegati a risultati misurabili, secondo quanto concordato tra le parti. La qualità degli accordi e la chiarezza degli obiettivi assumono pertanto un ruolo fondamentale per garantire trasparenza e correttezza nell’applicazione dei premi.
Un ulteriore elemento di interesse riguarda la tassazione agevolata dei premi di risultato. Dal 1° gennaio 2026, per le somme che rispettano i requisiti previsti dalla normativa, si applica un’imposta sostitutiva dell’1%, entro il limite di 5.000 euro lordi.
Il regime agevolato riguarda i dipendenti del settore privato con rapporto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, che abbiano percepito nell’anno precedente un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro. L’applicazione del beneficio dipende comunque dalla natura del premio, dai requisiti contrattuali e dalle altre condizioni stabilite dalla legge.
La misura mira a rendere più conveniente il riconoscimento di compensi collegati ai risultati aziendali, favorendo al tempo stesso la contrattazione di secondo livello. Per i lavoratori interessati, la tassazione agevolata può tradursi in un trattamento fiscale più favorevole rispetto a quello ordinario.
È tuttavia essenziale verificare le condizioni del singolo accordo e la corretta applicazione delle disposizioni fiscali, poiché non tutte le somme aggiuntive riconosciute in busta paga rientrano automaticamente nel regime agevolato.
La maggior parte degli accordi attivi è costituita da contratti aziendali, che al 15 ottobre raggiungono quota 16.098. I contratti territoriali sono invece 2.853. Rispetto allo stesso periodo del 2025, gli accordi aziendali registrano una crescita del 6,3%, mentre quelli territoriali segnano una diminuzione del 15,3%.
Quest’ultimo dato richiama l’attenzione sulla necessità di favorire una diffusione più ampia della contrattazione, affinché anche i lavoratori delle piccole imprese e dei contesti produttivi meno strutturati possano accedere, laddove ne ricorrano le condizioni, a strumenti di incentivazione e welfare.
La contrattazione collettiva può svolgere una funzione rilevante nel definire criteri trasparenti per i premi, valorizzare le competenze professionali e promuovere condizioni di lavoro più attente alle esigenze delle persone. Perché questi strumenti producano benefici concreti, è importante che gli accordi siano comprensibili, verificabili e orientati a risultati effettivi.
Il superamento dei cinque milioni di lavoratori interessati dai premi di produttività costituisce dunque un dato significativo, ma il numero complessivo non esaurisce la questione. Restano centrali la qualità della contrattazione, la distribuzione dei benefici e la possibilità di estendere le opportunità anche ai lavoratori che oggi ne sono esclusi.
Per il mondo sindacale, la sfida consiste nel promuovere una contrattazione capace di coniugare produttività, retribuzioni adeguate, welfare e tutela dei diritti, affinché la crescita dei risultati aziendali possa tradursi in un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro e di vita.
Fonti
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, monitoraggio “Deposito contratti”, aggiornato al 15 ottobre 2026 e pubblicato il 21 ottobre 2026.
Legge 29 dicembre 2025, n. 199, Legge di Bilancio 2026, per le disposizioni relative alla tassazione agevolata dei premi di risultato.