Osservatorio INPS sulle pensioni 2024–2025: numeri, tipologie e importi

L’INPS ha recentemente pubblicato i dati del suo Osservatorio statistico sulle pensioni 2024–2025, offrendo una fotografia dettagliata del sistema previdenziale italiano. Le informazioni raccolte permettono di comprendere meglio la distribuzione delle pensioni, le tipologie principali e l’andamento degli importi, fornendo dati utili per cittadini, ricercatori e operatori del settore.
Il numero complessivo di pensioni
Al 1° gennaio 2025, risultano attive quasi 18 milioni di pensioni, con un ammontare complessivo annuo che supera i 253 miliardi di euro. La maggior parte delle pensioni (circa il 76%) riguarda trattamenti di tipo previdenziale, che includono pensioni di vecchiaia, anticipata e di invalidità. Le pensioni di reversibilità rappresentano circa il 24% del totale, a testimonianza dell’importanza del sistema previdenziale nel sostenere non solo il pensionato diretto, ma anche i familiari superstiti.
Questi numeri confermano il ruolo centrale delle pensioni nel garantire sicurezza economica a milioni di cittadini italiani, ma evidenziano anche le sfide che il sistema dovrà affrontare nei prossimi anni, soprattutto in relazione ai cambiamenti demografici.
Distribuzione degli importi
L’Osservatorio evidenzia che oltre la metà delle pensioni ha un importo mensile inferiore a 750 euro, indicando una prevalenza di trattamenti modesti. Solo una piccola percentuale di pensioni supera i 3.000 euro mensili, evidenziando la forte concentrazione delle risorse verso i trattamenti medio?bassi.
Questa distribuzione è particolarmente rilevante per capire l’impatto economico sulle famiglie italiane, considerando che una quota significativa dei pensionati vive esclusivamente di questi redditi.
Secondo i dati INPS:
Pensioni di vecchiaia: circa il 50% del totale, corrispondono al trattamento standard per coloro che raggiungono l’età pensionabile secondo la normativa vigente.
Pensioni anticipate: circa il 20%, includono lavoratori che hanno maturato i requisiti contributivi minimi per accedere prima alla pensione.
Pensioni di invalidità: circa il 6%, garantiscono un sostegno economico a chi presenta ridotte capacità lavorative.
Pensioni di reversibilità: circa il 24%, erogate ai superstiti dei pensionati deceduti.
Questa ripartizione permette di capire la composizione della platea pensionistica e l’incidenza dei diversi tipi di prestazioni sul bilancio complessivo del sistema.
Trend degli ultimi anni
L’Osservatorio INPS mostra che la crescita del numero di pensioni attive è stabile, con un leggero aumento delle pensioni di reversibilità dovuto all’invecchiamento della popolazione. Al tempo stesso, si osserva un incremento della spesa previdenziale correlato all’adeguamento dei trattamenti all’inflazione e alle nuove rivalutazioni annuali.
Le analisi evidenziano anche una diminuzione del rapporto contributivo medio tra i giovani lavoratori e i pensionati, indicando la necessità di politiche volte a sostenere l’occupazione e la contribuzione nel lungo termine.
Cosa significa per i cittadini
Per i pensionati e per chi si avvicina all’età pensionabile, questi dati forniscono informazioni preziose sulla stabilità del sistema, sull’ampiezza dei trattamenti disponibili e sull’andamento economico della previdenza sociale. Permettono inoltre di comprendere come le diverse tipologie di pensione incidano sul bilancio familiare e sulle prospettive di reddito a lungo termine.
Conclusione
L’Osservatorio INPS conferma la centralità delle pensioni nel sistema economico italiano, evidenziando le sfide legate alla sostenibilità e alla distribuzione degli importi. La conoscenza dettagliata dei dati è fondamentale per orientare decisioni future, monitorare l’equilibrio del sistema e garantire continuità e sicurezza economica ai pensionati.
? Fonte: INPS – Osservatorio sulle pensioni 2024–2025
https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2025.03.osservatorio-sulle-pensioni-i-dati-2024-e-2025.html