Malattia e lavoro, controlli più rigorosi e nuove procedure: come cambia il sistema delle visite fiscali nel 2026

Nel 2026 il sistema di controllo delle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti entra in una nuova fase caratterizzata da verifiche più frequenti, procedure digitalizzate e regole uniformi per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico sia di quello privato. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più efficaci i controlli sulle assenze dal lavoro per motivi di salute, contrastando eventuali abusi senza compromettere il diritto dei lavoratori a ricevere tutela durante i periodi di malattia.

Negli ultimi anni il numero dei certificati medici trasmessi all’INPS ha continuato a crescere. I dati più recenti mostrano che nel secondo semestre del 2025 sono stati registrati oltre quattordici milioni di certificati, con un incremento rispetto all’anno precedente. Parallelamente è aumentato anche il numero delle visite fiscali effettuate presso i domicili dei lavoratori assenti, segnale di un’attività di controllo già in espansione prima delle nuove misure introdotte nel 2026.

Una delle principali novità riguarda il rafforzamento della rete di medici incaricati delle visite fiscali. L’INPS punta infatti a disporre di un numero maggiore di professionisti abilitati ai controlli domiciliari, così da poter effettuare verifiche più rapide e capillari. Questo potenziamento dovrebbe consentire di ridurre i tempi di intervento e aumentare il numero complessivo degli accertamenti effettuati durante i periodi di assenza per malattia.

Accanto all’ampliamento dei controlli sul territorio, assume un ruolo centrale la digitalizzazione delle procedure. Le richieste di visita fiscale potranno essere gestite attraverso strumenti informatici integrati con le piattaforme pubbliche nazionali. In questo modo i datori di lavoro avranno la possibilità di inoltrare le richieste di controllo in maniera più veloce, con una gestione più immediata delle comunicazioni e delle verifiche amministrative.

Tra gli aspetti che incidono maggiormente sulla vita quotidiana dei lavoratori vi è la revisione delle fasce orarie di reperibilità. In passato esistevano differenze tra dipendenti pubblici e privati; oggi il sistema tende verso una disciplina uniforme. Tutti i lavoratori in malattia devono garantire la propria presenza presso il domicilio indicato nelle fasce previste dalla normativa, comprese le giornate festive e i fine settimana. L’unificazione degli orari nasce dall’esigenza di eliminare disparità tra categorie di lavoratori e di rendere più semplice l’organizzazione dei controlli.

Restano comunque previste alcune eccezioni. Chi deve sottoporsi a visite specialistiche, esami diagnostici, terapie o altri accertamenti sanitari può assentarsi dal domicilio purché sia in grado di dimostrare la motivazione dell’assenza. Inoltre continuano a essere riconosciuti particolari regimi di esenzione per determinate condizioni cliniche, come alcune patologie gravi, le terapie salvavita, le situazioni di invalidità riconosciuta e gli infortuni sul lavoro.

Non cambiano invece gli obblighi fondamentali relativi alla certificazione della malattia. Il medico curante continua a trasmettere telematicamente il certificato all’INPS, mentre il lavoratore deve comunicare tempestivamente al datore di lavoro gli estremi necessari per consentire la verifica della documentazione. L’intero sistema si basa infatti sulla tracciabilità digitale delle informazioni e sulla possibilità per le aziende di controllare la correttezza delle attestazioni attraverso i canali ufficiali.

Particolare attenzione viene posta alle conseguenze derivanti dall’assenza ingiustificata durante una visita fiscale. Se il lavoratore non viene trovato presso il domicilio indicato e non è in grado di fornire una valida giustificazione, possono scattare sanzioni economiche che incidono sull’indennità di malattia. Nei casi più gravi o in presenza di comportamenti reiterati, le conseguenze possono estendersi anche sul piano disciplinare, con effetti rilevanti sul rapporto di lavoro.

La filosofia alla base delle nuove disposizioni è quella di rafforzare il principio di correttezza nell’utilizzo degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento. Da un lato si cerca di proteggere chi è realmente impossibilitato a lavorare per motivi di salute; dall’altro si punta a ridurre le situazioni irregolari che comportano costi per le imprese e per il sistema previdenziale. La sfida consiste nel mantenere un equilibrio tra esigenze di controllo e tutela della dignità del lavoratore, evitando che le verifiche si trasformino in un ostacolo all’esercizio di un diritto fondamentale come quello alla cura e al recupero della salute.

Fonti

  • Il Tirreno, Malattia e lavoro, scatta la stretta Inps: le nuove regole e come cambiano le fasce orarie di reperibilità, 25 maggio 2026.
  • Osservatorio statistico sul Polo Unico di Tutela della Malattia INPS, dati relativi al secondo semestre 2025.
  • Documentazione e comunicazioni INPS in materia di visite mediche di controllo e gestione delle assenze per malattia.