Bonus partite IVA, fino a 817,69 euro al mese: domanda ISCRO entro il 31 ottobre 2026

I lavoratori autonomi che attraversano una fase di difficoltà economica possono contare sull’ISCRO, l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, una misura di sostegno economico gestita dall’INPS. Nel 2026 il contributo può raggiungere un massimo di 817,69 euro al mese per sei mensilità. Per ottenere il beneficio è necessario presentare la domanda entro il 31 ottobre 2026 e rispettare i requisiti previsti dalla normativa.

L’ISCRO è stata introdotta in via sperimentale per il triennio 2021-2023 ed è diventata una misura strutturale dal 2024. Il suo obiettivo è sostenere i professionisti e i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che registrano una significativa riduzione dei redditi derivanti dalla propria attività. Non si tratta, quindi, di un bonus destinato indistintamente a tutti i titolari di partita IVA, ma di un’indennità subordinata a specifiche condizioni reddituali, previdenziali e professionali.

Per accedere al contributo occorre esercitare abitualmente un’attività di lavoro autonomo ed essere iscritti alla Gestione Separata. È inoltre necessario possedere una partita IVA attiva da almeno tre anni per l’attività che dà titolo all’iscrizione previdenziale. Il richiedente deve essere in regola con i versamenti contributivi e non deve risultare titolare di una pensione diretta né essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie. L’ISCRO è inoltre incompatibile con l’Assegno di inclusione per il periodo di fruizione e con alcune altre prestazioni, tra cui NASpI e DIS-COLL.

Un requisito centrale riguarda la diminuzione del reddito. Il reddito da lavoro autonomo dichiarato nell’anno precedente alla richiesta deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti. Per una domanda presentata nel 2026, il confronto viene effettuato considerando il reddito del 2025 e la media dei redditi del 2023 e del 2024. È previsto anche un limite massimo di reddito annuale, aggiornato secondo le regole stabilite dalla normativa. Per questo motivo, prima di presentare la domanda è importante verificare che la propria situazione economica rientri nelle soglie applicabili all’anno di riferimento.

L’importo dell’indennità non è uguale per tutti i beneficiari, perché viene calcolato sulla base dei redditi dichiarati. La prestazione corrisponde al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti all’anno che precede la domanda, calcolata su base semestrale. Per il 2026 si prendono quindi in considerazione i redditi del 2023 e del 2024.

Per esempio, se un professionista ha dichiarato 6.000 euro nel 2023 e 4.000 euro nel 2024, la media dei due redditi è pari a 5.000 euro. Dividendo questa cifra per due si ottiene una base semestrale di 2.500 euro; applicando il 25%, l’indennità teorica ammonta a 625 euro al mese. La somma effettivamente riconosciuta deve comunque rispettare gli importi minimi e massimi stabiliti per il 2026.

Per quest’anno, il contributo mensile non può essere inferiore a 255,53 euro né superare 817,69 euro. Di conseguenza, chi ottiene dal calcolo un importo superiore al massimale riceverà comunque il limite massimo previsto, mentre chi matura una cifra inferiore alla soglia minima avrà diritto all’importo minimo, purché soddisfi tutti gli altri requisiti di accesso. L’indennità viene erogata per sei mesi, a partire dal giorno successivo alla presentazione della domanda, salvo eventuali cause di decadenza.

Il diritto al beneficio può infatti cessare anticipatamente in determinate circostanze. Tra queste rientrano la chiusura della partita IVA durante il periodo di erogazione, il riconoscimento di una pensione diretta, l’iscrizione a un’altra forma previdenziale obbligatoria e il verificarsi di situazioni di incompatibilità previste dalla legge. L’ISCRO concorre inoltre alla formazione del reddito imponibile e non dà diritto all’accredito di contributi figurativi ai fini pensionistici.

Per il 2026 le domande sono disponibili dal 15 giugno e devono essere inoltrate entro il 31 ottobre. La procedura si svolge attraverso il sito dell’INPS, accedendo al servizio dedicato all’ISCRO oppure al “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. Per entrare è necessario utilizzare una credenziale digitale valida, come SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Durante la compilazione occorre fornire le informazioni richieste e autocertificare i redditi degli anni interessati, qualora non siano già disponibili negli archivi dell’Istituto.

Chi non desidera utilizzare la procedura online può rivolgersi al Contact Center dell’INPS oppure chiedere assistenza a un patronato. È consigliabile non attendere gli ultimi giorni utili, così da avere il tempo necessario per verificare i requisiti, recuperare i dati reddituali e completare correttamente la richiesta.

L’ISCRO rappresenta dunque uno strumento di sostegno per i professionisti e gli autonomi che subiscono un calo significativo delle entrate, ma l’accesso non è automatico. L’importo dipende dai redditi dichiarati, mentre la concessione è subordinata alla verifica dei requisiti previsti dalla legge. Chi ritiene di avere diritto al contributo deve quindi controllare la propria posizione previdenziale e reddituale e presentare la domanda entro la scadenza del 31 ottobre 2026.

Fonti

  • Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), comunicazione del 15 giugno 2026 sull’apertura delle domande ISCRO per il 2026.
  • INPS, guida ufficiale all’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa.
  • INPS, circolare n. 84 del 23 luglio 2024.
  • Legge 30 dicembre 2023, n. 213, articolo 1, commi da 142 a 155.
  • Money.it, approfondimenti sull’ISCRO e sul bonus per le partite IVA nel 2026.